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IschiaSituata tra Procida e Capri, Ischia è stata la prima colonia greca d’occidente e non è un caso che i greci l’abbiano come primo avamposto commerciale della penisola: la più grande tra le isole flegree, Ischia pullula di acque termali che le valgono il titolo di isola dell’eterna giovinezza. L’antico insediamento greco, che assunse il nome di Pithekoussai in riferimento all’emporio vasaio, corrisponde all’attuale territorio di Lacco Ameno: i greci occuparono il promontorio del Monte Vico per edificarvi l’acropoli; i due golfi naturali Varuno e San Montano per l’approdo delle navi; la piana di Santa Restituta per l’area produttiva, e la valle di San Montano destinata invece alla necropoli. Visualizzazione ingrandita della mappa Di queste strutture gli scavi hanno portato alla luce la necropoli pagana, cui si sovrappose quella cristiana del IV secolo d. c. e una grossa cisterna repubblicana riutilizzata come catacomba. Nel Museo Archeologico, ospitato nella residenza settecentesca di Villa Arbusto, sono in mostra i manufatti provenienti sia dal nucleoinsediativo di Monte Vico, sia dalla necropoli. Tra scarabei, monili, lucerne romane, assai celebrata è la cosidetta Coppa di Nestore con l’iscrizione greca in versi, tra le più antiche a noi note. Con l’avanzata di Cuma e l’occupazione di Gerone di Siracusa nel 474, Pithecusa perse progressivamente potere senza però compromettere il suo predominio commerciale, almeno fino al I sec. a. c. quando Augusto la cedette a Neapolis in cambio di Capri. In età cristiana, tra il Iie il IIIsecolo d. c. attorno ad una catacomba fu fondata una comunità cristiana e, tra il Ive il V secolo, sorse una Basilica che accolse le spoglie di Santa Restituta, martire cartaginese sfuggita miracolosamente al martirio nel IV secolo. All’XI secolo ci riconducono i resti degli affreschi interni alla cripta, testimoni della devozione del luogo. A questa data risale pure la Fortezza, accorpata all’attuale Castello Aragonese, presso ischia, dalle probabili origini bizantine. Altri due nuclei insediativi, risalenti all’XI secolo, si trovano nelle località di Sala e Cala, presso Casamicciola, dov’era allocata anche una chiesetta italo-greca dedicata a San Severino. Il XIII fu per l’isola un secolo nefasto: fu infatti scossa da intensi terremoti. Nel 1300 fu dominata dagli Angioini, poi dagli Aragonesi che la fortificarono e la resero più sicura: Forio fu dotata di ben nove terri; la Baia Di Carta Romana ebbe un torrione detto di Michelangelo (per la presunta relazione dell’artista con Vittoria Colonna, sposa di Alfonso); il Castello fu dotato di nuove fortificazioni, mentre il ponte ligneo fu sostituito da uno in muatura di 230 m. che, tuttora, collega l’isolotto alla terraferma. Il Castello acquistò un ruolo strategico di primaria importanza nella politica difensiva dell’isola; una visita all’interno delle mura darà un’idea della complessità dell’abitato cortensa. Sono visibili, infatti, i resti del primo impianto fortilizio, la galleria di accesso ricavata nella roccia, la piazza di armi, i ruderi della Cattedrale del 1300 e la Chiesa dell’Immacolata con l’annesso Convento, noto per il raccapricciante cimitero delle monache deposte sedute sui banchi in muratura. Giunti al mastio, difeso sui quattro lati delle torri cilindriche, si può visitare il Museo delle Torture e delle Armi, allestito nelle prigioni del palazzo. All’interno della poderosa cinta muraria si trovano anche i ruderi di un Monastero basiliano e la chiesa quattrocentesca di San Pietro a Pantaniello. Dal terrazzo che domina l’isolotto è possibile scorgere l’inantevole veduta del golfo di Napoli e l’altrettanto affascinante prospettiva dell’articolazione spaziale interna alle mura. Oltre alla mera visita culturale, l’isola offre anche altre opportunità: percorsi nella natura, in cui il verde e le policromie di anemoni, ciclamini e ginestre, citisi marine e valeriana si specchiano nell’azzurro mare; nuotate meravigliose e bagni di sole in adorabili baie tra sabbia e scogli (tra le tante si segnalano la spiaggia dei Pescatori, quella di Carta Romana e quella degli inglesi); immersioni verso un fondale animato tra scogli fitti di vita e isolette sommerse (come quelle delle Formiche tra Vivaria e Ischia); cure termali aspersioni sulfuree e salubri fanghi in stabilimenti organizzati o in alvei naturali; sfizioso paesaggio turistico tra le viuzze delle piccole cittadine tra caratteristiche botteghe di souvenir e golose pasticcerie. Dunque un’isola da mille opportunità che non potrà non accontentare anche il turista più esigente. Hotel Ischia | Villaggi Ischia | Agriturismi Ischia | B&B Ischia | Residence Ischia | Case Vacanza Ischia | |
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