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Luoghi di InteresseCelebrata dalla storia antica come luogo ideale di otium, Capri, da tempi recentissimi, è identificabile come l’isola delle ville per l’ingente numero che ne ricopre la superficie. Augusto e Tiberio furono i promotori più antichi, costruendone dodici, secondo le fonti. Due soltanto, però, sono oggi visibili e riconoscibili ad organiche strutture architettoniche, le altre sono ridotti a ruderi. Villa Jovis che occupa l’intero pianoro, terrazzato artificialmente, in cima al monte Tiberio. Presenta un cortile quadrato provvisto di quattro grosse cisterne. Gli ambienti si assestano su i quattro lati del cortile: a sud vi è l’impianto termale realizzato in due fasi costruttive: della prima si conserva il calidarium (vasca d’immersione d’acqua calda); sul primo impianto sono le nuove terme con cinque ambienti parzialmente conservati; a Est vi è il quartiere di rappresentanza dotato di sei ambienti, di due fasi edilizie differenti, disposti tra due sale di accoglienza degli ospiti quadrate, raccordate da un terrazzo panoramico descritto da un muro semiellittico addossato al banco roccioso naturale; a nord il quartiere residenziale tiberiano: dal vestibolo-belvedere, posto ad una quota maggiore, attraverso una scalinata tagliata direttamente nella roccia si giunge all’alloggio imperiale. La zona residenziale dell’imperatore comprende un’anticamera e due camere. Proseguendo oltre, si giunge alla loggia scoperta, con esedre di riposo e tre ambienti, in uno dei quali è riconoscibile il triclinum; a Ovest sono disposti i quartieri di servizio, la parte maggiormente rimaneggiata perché utilizza anche in periodo medievale fino ad epoche recenti. Disposto su tre livelli, conserva nove ambienti con accesso diretto ai magazzini, alle dispense e alle cucine. Villa di Damecuta: fu scoperta negli anni cinquanta e da allora è oggetto di scavi sistematici condotti sotto la direzione di Amedeo Maiuri.Attualmente giace in uno stato di abbandono, come dal 79 in poi, quando fu danneggiata dall’erusione del Vesuvio che seppellì anche Pompei ed Ercolano. Dal punto di vista tipologico è assimilabile alla Villa Jovis. Tra le rovine si può infatti riconoscere la loggia panoramica con vestibolo, simile alla meglio conservata loggia di villa Jovis. Dotata di un lungo corridoio rettilineo su due livelli, che corre sul perimetro della terrazza rocciosa naturale, ha esedre di riposo sul primo livello e triclinium panoramico sul secondo livello che si ricollega al quartiere residenziale. Oltre al triclinium, indagini archeologiche successive hanno rivelato la presenza di un’alcova con anticamera, un affaccio panoramico e due ambienti di ricevimento. Questi spazi residenziali sono stati parzialmente occultati nel XII secolo, quando a difesa della costa battuta dai pirati, fu innalzato un bastione di avvistamento : la Torre di Damecuta. Della Villa di Gradola non rimangono che abili ruderi al di sopra della Costa Azzurra. Numerose altre testimonianze della fase romana dell’isola sono conglobate in moderne strutture o disperse nelle campagne. Un’altra pregevole traccia dell’antichità classica è la Certosa di San Giacomo a Capri. Di archittettura Gotica, la chiesa, ad unica navata con volte a crociera, contiene dipinti della scuola napoletana sicentesca, mentre gli spazi del chiostro piccolo sono scanditi da colonne e capitelli romani e altomedievali. La Villa Moneta, dimora del pittore Carlo Silviero, fu costruita nel settecento ma su fondazioni romane. La Casa del Poeta e la Villa Petrara sorgono entranbe su preesistenti costruzioni romane. La prima, risalente negli anni trenta del 1900, è nota per la ripida scaletta che, costeggiando muri romani giunge alla Villa Petrara dove si trovava una notevole villa romana in opus reticulatum ( non ne rimangono che lacerti di muri) purtoppo depauperata dagli apparati decorativi sul finire del settecento. La Villa San Michele (Anacapri)fatta costruire da Anxel Munthe, sorge su una preesistente villa romana, le cui strutture sono state messe in funzione all’interno delle moderne archittetture della villa ottocentesca, in un peculiare commistione di antico e moderno.
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